L’implantologia a carico immediato Padova e Vicenza

Gli interventi di implantologia che svolgiamo a Padova appartengono a quella specializzazione dell’odontoiatria che permette di poter sostituire la mancanza di uno o più elementi dentali attraverso l’inserimento di una componente di natura metallica, precisamente in titanio, chiamato impianto dentale o fixture. Con questa pratica, il paziente può lasciare il centro già con i denti in bocca, oppure completare l’intervento nelle ulteriori 24 ore.
Questo impianto costituito in titanio essendo questo materiale tra i più biocompatibili con l’osso umano , permette una volta inserito nell’osso di osteointegrarsi completamente con esso.
Gli impianti possono essere di differenti misure e forme, diametri e lunghezze differenti, e possono essere prodotti da molteplici aziende nel mondo.
Centro San Leonardo a Padova si avvale di dispositivi prodotti in Italia, certificati CEE garantiti, la cui realizzazione viene eseguita seguendo le dinamiche e i protocolli internazionali.
I pazienti oggi, grazie all’avvento dell’implantologia, possono sostituire zone mancanti di elementi dentali senza dover più ricorrere a dispositivi mobili, spesso disagevoli e poco funzionali oltre che sgradevoli esteticamente.
Riassumendo, gli impianti possono riguardare la ricreazione artificiale di un singolo dente, di intere porzioni fino ad arrivare alla ricostruzione di intere arcate, in base ai differenti casi clinici.
Sono prestazioni eseguite con elevatissimi margini di successo, eseguite solitamente in regime di anestesia locale, in un’ unica giornata.
Possiamo distinguere in due categorie:

  • impianto singolo: inserito l’ impianto su di esso si posiziona un apposito moncone sul quale poi verrà costruita la corona
  • più impianti: solitamente metodiche All-On-4 o All-On-6 oppure un maggior numero di impianti , anche 8 o più in casi più rari, secondo le esigenze cliniche e le preferenze del paziente

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L'implantologia a carico immediato è una tecnica implantare poco costosa che consiste in un inserimento immediato di 4 o 6 impianti, All-On-4 e All-On-6, e il posizionamento immediato di una protesi fissa provvisoria senza bisogno di attendere i tempi di guarigione lunghi come avviene con le metodologie classiche. È possibile quindi inserire nel giro di 24 ore di una protesi fissa, avvitata agli impianti appena collocati. La percentuale di successo di questo genere di interventi varia tra il 97% e il 99%.
Dopo avere appurato la presenza di sufficiente osso con esame radiologico Tac 3D (Dentalscan), il professionista procede a somministrare l'anestesia locale al paziente. Se la quantità non è sufficiente occorre ricrearla con interventi quali il rialzo del seno mascellare oppure l'inserimento di materiale osteoinduttivo. Dopo alcuni minuti affinché possa fare effetto l'anestesia, l'intervento inizia con la rimozione degli elementi dentali residui, ove presenti, oppure se non presenti (pazienti edentuli), e si prosegue con la bonifica del cavo orale da materiale infetto. Nel caso di paradontite, il dentista rimuove parti di gengiva molle, che potrebbe dare adito a nuove infezioni. La presenza di batteri può essere elemento di non riuscita e rigetto degli impianti inseriti. Ricordiamo che elemento essenziale per una buona riuscita di un intervento implantologico, è la preliminare sanificazione del cavo orale da materiale infetto , quindi è prassi eseguire da parte dell'igienista un'accurata ablazione del tartaro prima di sottoporsi a un intervento implantologico. Lo specialista prende le impronte dentali e calcola le altezze per stimare la quantità di gengiva finta e misurare i denti protesici: in questo modo può costruire la protesi fissa. Una volta eseguita la bonifica, si prosegue l' intervento con l' inserimento degli impianti dentali: attraverso incisione con bisturi si scolla la gengiva e per poi proseguire a forare l'osso, con apposita strumentazione (motore implantare, contrangolo e annesse frese) che con apposita intensità apre dei fori di diametro e lunghezza nell'osso , predefiniti dal chirurgo durante lo studio del caso preliminare. A questo punto l'odontoiatra perfora l'osso in maniera via via crescente, per poi procedere ad avvitare l'impianto prescelto in fase di studio radiologico in termini di diametro e lunghezza, con una forza pari o superiore a 35 Nm (Newton metri) per assicurare in maniera sufficientemente stabile, un 'ottima stabilità e successiva integrazione con l'osso circostante e idoneo supporto alla futura componente protesica che andrà applicata su di essi. Si procede infine a suturare, si posiziona del ghiaccio sintetico a contatto esterno con la zona coinvolta, per evitare eccessivi gonfiori, e infine si lasca riposare il paziente in sala riposo per almeno una mezz'ora.
  • si ottiene un nuovo sorriso nel giro di 24 ore
  • possibile ridurre di molto i tempi di applicazione di una protesi provvisoria, che poi viene sostituita con una definitiva a distanza di 6 mesi
  • riduzione dello stress post operatorio: il paziente può tornare in breve tempo in possesso degli elementi dentali
  • costi contenuti per il paziente
  • tecnica applicabile in un gran numero di casi, ove presente abbondanza di osso
  • nessuna attesa per i tempi di osteointegrazione
I candidati per l'intervento di implantologia a carico immediato sono soggetti in buona salute, dalla sufficiente quantità di osso mandibolare per assicurare la stabilità dell'impianto, non fumatore e non affetto da patologie che riducono l'efficienza del sistema immunitario. Questa metodologia richiede la presenza di una sufficiente quantità di osso presente nel paziente, affinché l' odontoiatra possa essere sicuro nell'applicare, nella stessa giornata nella quale avviene l'inserimento degli impianti, la successiva componente protesica. Una buona quantità di osso permette all'impianto, anche se non osteointegrato, di essere avvolto e stabile a tal punto da poter essere sollecitato, praticamente da subito, dal peso di una protesi e dalle forze masticatorie. Se non è presente osso a sufficienza occorre sopperire con tecniche come il rialzo del seno mascellare oppure l'inserimento di materiale rigenerativo alla base della formazione di osso nuovo.
Solitamente questa tecnica implantologica può essere eseguita nella totalità di casi clinici ove presente le condizioni sopra descritte cioè ove presente abbondanza di osso necessaria alla buona riuscita e stabilità dell'inserimento implantare. Il trattamento di implantologia immediata è sconsigliata nel caso di:
  • bambini e adolescenti
  • mascellari molto atrofizzati se prima non si ha provveduto al reintegro con elementi biocompatibili
  • malocclusioni gravi non curate
  • bruxismo non curato, perché i micromovimenti non permetterebbero la guarigione
Dopo l'intervento il paziente può assumere un collutorio alla colorexidina allo 0,2% almeno una volta al giorno per risciacquare la bocca dopo avere igienizzato il cavo orale. In questo modo può mantenere ben pulite neo ferite post intervento e ridurre il rischio di insorgere di infezioni. Le accortezze generalmente da seguire sono le seguenti:
  • seguire la terapia farmacologica prescritta
  • applicare ghiaccio sulla zona interessata
  • non fare uso di filo interdentale e di scovolino per non rischiare di strappare i punti di sutura
  • non bere caffè
  • non mordersi le labbra
  • non fumare
  • non assumere bevande troppo calde
  • prediligere cibi morbidi
  • non guidare nelle due ore successive l'intervento
  • far rimuovere la sutura nei tempi consigliati
Nel caso di dolori protratti nel tempo, è consigliabile contattare il centro e chiedere del professionista che ha eseguito l'intervento. La protesi applicata dovrà essere spazzolata con regolarità mediante uno spazzolino a setole morbide e dentifricio apposito, meglio se al fluoro, ma senza fare uso di filo interdentale per non rischiare di andare a rimuovere i punti di sutura. Si consiglia successivamente l' utilizzo di scovolini, cioè piccoli spazzolini con una leggera punta, che permettono di rimuovere i residui di cibo nelle zone del cavo orale inaccessibili alle setole dello spazzolino. Si consiglia utilizzo dell'idropulsore per permettere con un apposito getto d'acqua di sanificare quegli spazi tra gengiva finta, della protesi, e gengiva del paziente ove si potrebbero immagazzinare residui di cibo. Per non mettere alla prova la zona operata è in ogni caso meglio prediligere cibi morbidi e nelle ore successive l' intervento non caldi ma tiepidi o freddi. Ad ogni modo si richiede di non masticare almeno nella stessa giornata in cui gli impianti sono stati inseriti. Per verificare il corretto svolgimento dell'intervento occorre sottoporsi a regolare visite di controllo ogni 3 mesi per svolgere i regolari controlli ed eseguire la pulizia della protesi applicata in modo più approfondito.
L'implantologia All-On-4 E All-On-6 (tutto su 4 o tutto su 6) permette di fissare in maniera permanente una protesi su 4 o 6 impianti e di correggere arcate dentali compromesse totalmente prive di denti (edentule) o con denti presenti ma da estrarre. Nel concreto il chirurgo procederà all'inserimenro di due impianti frontali 3, paralleli e perpendicolari fra loro, nella zona frontale dell'arcata1 coinvolta, e altri due (se All-On-4) posizionati posteriormente con leggera inclinazione rispetto all'asse mediana. Questa tecnica permette di recuperare la piena funzionalità masticatoria con effetto immediato. Le protesi vengono avvitate sugli impianti a poco ore di distanza dall'intervento implantologico, nell'arco della stessa giornata, senza attendere i consueti 6 mesi di osteointegrazione totale dell'impianto con l'osso come avviene con la metodica tradizionale. Grazie alle tecnologie informatiche è possibile progettare attraverso uno studio preliminare computerizzato, l'intervento e sapere da subito dove gli impianti dovranno essere posizionati, per scegliere la loro tipologia in termini di misurazioni (diametro e lunghezza). Gli impianti sono inclinati e non intaccano le zone anatomiche come i recessi del seno mascellare, creando una stabile sezione di appoggio. Le metodiche All-On-4 e All-On-6 sono consigliate per:
  • pazienti che presentano almeno un arcata priva di denti (edentuli) o con elementi da estrarre
  • evitare innesti ossei complessi ed economicamente importanti
  • agire anche soltanto su una delle due arcate
  • pazienti con ridotta ossatura dentale insufficiente per protesi con impianti tradizionali
  • pazienti che necessitano di recuperare fin da subito la capacità masticatoria e il sorriso
  • costi decisamente contenuti
Questa metodologia non contempla controindicazioni legate all'età o a particolari specificità ed è meno invasiva rispetto alle altre tecniche, è prassi pero analizzare nel complesso il quadro clinico del paziente, attraverso un'accurata anamnesi clinica, per comprendere si vi possono essere o meno delle incompatibilità che rendano non attuabile l' intervento.
Gli short implant (impianti corti) costituiscono delle eccellenti soluzioni in campo implantologico, per correggere casi complessi di atrofia nelle regioni mascellari e posteriori nelle quali è difficile intervenire. Gli short implant sono una moderna tecnica di implantologia moderna, poiché questi dispositivi sono contraddistinti da dimensione e lunghezza ridotte, che permettono di riabilitare con interventi poco invasivi anche situazioni complesse, ove c'è un bassissimo spessore osseo tale da impedire l' inserimento di impianti di misure e diametri convenzionali. Tali impianti permettono al chirurgo di non andare ad agire su strutture molto delicate come il nervo alveolare inferiore e di non correre il rischio di danneggiare componenti nervose presenti , la cui lesione potrebbe portare a danni di difficile risoluzione.