Gli impianti dentali zigomatici (pterigoidei) sono un tipo di impianto dentale in titanio utilizzato nella riabilitazione del cavo orale che presentano considerevoli atrofie ossee della sezione mascellare. La loro misura oscilla tra i 35 e i 52 millimetri circa. In genere non presentano fastidi particolari nel postoperatorio (si applica ghiaccio e terapia antibiotica nei giorni successivi all’intervento).

Nel Centro San Leonardo a Padova trovi professionisti specializzati in questa particolare metodologia, con esperienza nell’inserimento di impianti zigomatici che permettono di restituire la masticazione normale a pazienti edentuli (privi di tutti o di alcuni denti) che presentano estreme atrofie ossee che impedirebbero qualsiasi intervento implantologico tradizionale.

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Gli impianti zigomatici costituiscono un'alternativa eccellente all'innesto di osso nel caso di atrofia mascellare dell'arcata superiore. Essi vengono collocati nella sezione posteriore (superiore) dell'osso mascellare dove si trovano i seni mascellari e con osso a minor densità. Queste particolari tipologie di impianti si inseriscono nelle ossa zigomatiche, che rimangono stabili nel tempo e di forte tenuta, anche quando l'osso mascellare sarà ulteriormente riassorbito, in questo modo è possibile procedere con la successiva riabilitazione protesica a carico immediato, senza ricorrere al rialzamento dell'osso mascellare con osso artificiale o innesti di banca. Lo specialista si occupa di progettare in maniera digitale preliminarmente l'intervento per collocare gli impianti in maniera corretta, nella giusta posizione , attraverso uno studio radiografico e dopo aver eseguito una TAC 3D (dentalscan) che permetta allo specialista di misurare con certezza ed estrema precisione lo spessore osseo delle zone di interesse.
Gli impianti zigomatici sono un genere di impianto dentale che viene praticato quando il paziente presenta una grande atrofia mascellare (perdita della struttura ossea) alla quale non si può porre rimedio con le tecniche chirurgiche tradizionali. Se l’osso mascellare (l’osso al quale è ancorata l’arcata dentale superiore) non è sufficiente non si possono installare gli impianti tradizionali in quanto non si può fare affidamento su una base adeguata per fissarsi e osteointegrarsi. Dopo la perdita dei denti si origina un processo di riassorbimento dei tessuti alla base dei denti provocando l’atrofia ossea che non rende possibile posizionare un impianto dentale tradizionale.
Questa tipologia di impianti più lunghi del normale e utilizzati storicamente per la ricostruzione delle ossa della mano, poi hanno trovato successivo utilizzo in campo odontoiatrico in pazienti con siti ossei particolarmente atrofici, ovvero che presentano osso troppo ridotto per l'inserimento di impianti tradizionali nel mascellare superiore. Questo genere di impianti permette di riabilitare soggetti che non hanno più i denti nell'arcata superiore e che non presentano abbondante osso. Questa metodologia permette di inserire gli impianti nel corso di un solo trattamento in regime di anestesia locale + sedazione cosciente, oppure in anestesia generale, supporto anestesiologico. Successivamente, con la metodica a carico immediato, la protesi provvisoria fissa verrà applicata nell'arco di 24 ore, nella stessa giornata dell'intervento. Dopo l'osteointegrazione degli impianti inseriti, a 6 mesi dall'intervento, gli impianti divenuti un tutt'uno con l'osso circostante, permetteranno al professionista di avere le fondamenta stabili, sulle quali costruire la componente protesica definitiva prescelta secondo piano di cura.
Con l’avanzare dell’età o per altre cause traumatiche o fisiologiche, può avvenire una perdita dell’osso mascellare e il suo riassorbimento. Anche l’avere trascorso molto tempo senza denti conduce l’osso a riassorbirsi. Buona norma consiste nel rimuovere la notte le protesi rimovibili in modo che la mucosa abbia modo di ripararsi. Grazie agli impianti zigomatici si può tornare a sfoggiare dei denti fissi anche in caso di atrofia ossea. In generale gli impianti zigomatici si installano su pazienti rimasti a lungo senza denti, come soggetti anziani. Gli impianti zigomatici sono fissati sull’arco osseo della guancia, posizionati in diagonale nell’osso dello zigomo. In questa tecnica i perni sono solitamente più lunghi di quelli applicati nel carico classico immediato e vengono collocati nell’arcata superiore. Grazie a questa tecnica si evita di ricorrere all’innesto osseo, evitando di sottrarre al paziente materiale osseo, riducendo anche i tempi necessari per ottenere una protesi. L’impianto zigomatico avviene in maniera poco invasiva con minimo disagio a carico del paziente. I pazienti possono quindi tornare a sorridere senza ricorrere a protesi mobili e risolvere i problemi di masticazione.
L’intervento si svolge in anestesia locale in sedazione cosciente. Tale intervento ha possibilità di successo molto avanzate. Gli impianti zigomatici avvengono a carico immediato e la protesi si può caricare anche lo stesso giorno dell’intervento. L’impianto zigomatico viene applicato in base alla struttura delle ossa del cranio del paziente: le forze che agiscono devono essere distribuite in maniera equa e massimizzare il comfort della protesi.
Gli impianti zigomatici rappresentano un' alternativa quando non è possibile ,o preferibile, aggiungere osso artificiale o di banca, per adeguare il volume e lo spessore naturale mancante. In particolare essi offrono:
  • tempi ridotti
  • buone possibilità di successo.
  • permettono di risolvere il problema con un unico intervento chirurgico (evitare il rialzo del seno mascellare in due tempi).
  • permettono di ottenere una protesi provvisoria fissa a carico immediato nella stessa giornata dell'intervento implantologico
  • ridotto disagio post operatorio
Il successo degli impianti zigomatici dipende come sempre dalle medesime accortezze che si devono prestare per qualsiasi tipologia di impianto dentale. Il cavo orale deve essere mantenuto pulito servendosi di appositi strumenti di polizia. Il paziente successivamente all'intervento potrà da subito riprendere le normali funzioni motorie e fisiologiche , ma presentarsi regolarmente dal dentista per eseguire le periodiche ablazioni del tartaro (i batteri costituenti il tartaro poterebbero annidarsi alla base dell'impianto e una volta sedimentati penetrare in profondità e creare infezioni che porterebbero al rigetto dello stesso). L' utilizzo di spazzolini a setola morbida o media per un' igiene domestica almeno 2 volte al giorno, e l' impiego di scovolini per rimuovere tra gli spazi interdentali e dove le setole dello spazzolino non arrivano , residui di cibo che porterebbero all'insorgere del tartaro. Il fumo è un'altra condizione che abbassa le probabilità di successo. Tale aspetto non significa che un fumatore non possa sottoporsi ad un tipologia di intervento qui descritto, ma l'utilizzo eccessivo di sigarette potrebbe inficiare la buona riuscita e l'osteointegrazione dell'impianto inserito.
In taluni casi in cui non è possibile ricorrere all'utilizzo di impianti dentali con lunghezze e diametri convenzionali, si richiede l'inserimento di impianti zigomatici, oppure ove ritenuta una prassi poco gradita dal paziente e dal professionista, si potrà procedere con una visita da parte di uno specialista medico in maxillo-facciale che valuterà, in regime ospedaliero, la possibilità di inserire dei veri e propri “blocchetti” di osso di banca, cioè osso naturale, in zona mascellare e fissati con appositi accessori per permettere una ricostruzione del sito privo di spessore osseo. Questa procedura deve passare per una visita medica preliminare da parte di un professionista maxillo-facciale che ne valuterà il caso clinico e veicolerà il paziente lungo il possibile percorso clinico.
L’osso zigomatico è molto conveniente per l’appoggio degli impianti siccome non recede con l’età, non viene deteriorato da patologie del cavo orale o dalla parodontite. I professionisti del centro dentistico San Leonardo si occupano di valutare la situazione del cavo orale e dei denti per stabilire - anche in relazione con età e stato di salute - se gli impianti zigomatici siano appropriati. I perni vengono inseriti secondo la metodologia dell’ All in four, con due degli impianti zigomatici che vengono posti inclinati. In questo modo vengono avvicinati i tempi di passaggio dalla protesi fissa provvisoria all’innesto stabile nel tempo.