Atrofia ossea mascellare: come curarla con gli impianti zigomatici

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Vedere i propri denti andarsene è una situazione che nessuno vorrebbe provare sulla propria pelle. I denti sono un elemento cruciale del benessere fisico e psichico. Garantiscono la possibilità di nutrirsi correttamente e di sfoggiare un sorriso affabile, condizione per sentirsi bene con se stessi e interagire con il prossimo.
La scarsa quantità di osso può rivelarsi un serio problema, siccome rende impossibile l’applicazione di qualsiasi protesi dentaria. Con il passare del tempo, la caduta dei denti provoca il riassorbimento del tessuto osseo con conseguente atrofia e rende impossibile installare degli impianti dentali. Si tratta quindi di una situazione problematica che occorre risolvere il prima possibile. Ma in che modo?

Cos’è l’atrofia ossea mascellare

L’atrofia ossea mascellare è un fenomeno consistente nella perdita, per ragioni fisiologiche o traumatiche, dei denti e del relativo osso alveolare. La perdita dei denti provoca il riassorbimento dei tessuti di sostegno destinati a sorreggerli. L’atrofia può manifestarsi a diversi livelli, via via più grave al crescere del numero dei denti assenti. L’atrofia dei denti può verificarsi sia superiormente che inferiormente. L’atrofia ossea mascellare può aversi a carico di un solo dente così come per l’intero complesso dentale, rendendo il paziente totalmente edentulo.

Le cause dell’atrofia ossea

Le cause dell’atrofia ossea spesso vanno di pari passo con l’età avanzata e sono associate in genere a malattie, traumi, alimentazione sbagliata o abitudini di vita nocive.

I batteri che permangono all’interno del cavo orale si nutrono dei resti di cibo contenenti zuccheri e producono sostanze acide dalla fermentazione dei carboidrati. Il risultato di tale lavorazione erode lo smalto dei denti e aggredisce la dentina. Questa situazione si può presentare con segni di malessere come sensibilità accresciuta, dolore lieve.

La pulpite è una patologia così detta perché si manifesta con l’infiammazione della polpa dei denti, in genere come conseguenza della degenerazione di una carie, che si espande in profondità.

La parodontite è una patologia batterica che colpisce le gengive, aggravata da fattori quali fumo e cattive condotte alimentari.
I tumori alla bocca (lingua, pavimento della bocca, mucose delle guance) devono essere rilevati con tempestività per aumentare le possibilità di sopravvivere. Anche un’infezione dell’osso può provocare il suo riassorbimento.
Un’assenza di quantità apprezzabili di frutta e verdura può agevolare la perdita della difesa naturale dei denti. L’atrofia ossea può anche essere provocata dai denti disallineati che ostacolano la normale masticazione

I pazienti di età avanzata tendono a preferire cibi morbidi e quindi a escludere frutta e verdura, propedeutica a mantenere una buona salute dello stato dei denti. Anche l’assunzione di medicinali che provocano secchezza delle fauci

Come si diagnostica l’atrofia ossea?

L’atrofia ossea deve essere diagnosticata mediante Cone Beam CT. Essa permette di ottenere una rappresentazione tridimensionale del cranio e potere quindi quantificare lo stato di salute delle mascelle e della mandibola.

Quando si verifica l’atrofia ossea?

A partire dai 50 anni la densità ossea tende a contrarsi (specialmente nel caso delle donne). Tuttavia non si tratta di un fenomeno che deve proseguire in maniera inarrestabile. Una buona igiene orale permette di evitare o almeno rallentare il procedere della degenerazione, preservando la salute complessiva del soggetto.

Quali tipi di atrofia ossea esistono?

L’atrofia ossea può interessare sia la mascella superiore che la mandibola. La mandibola è l’area inferiore della bocca mentre la mascella interessa l’area superiore della bocca. La perdita dei denti anteriori si traduce sicuramente in un problema estetico, ma perdere denti collocati nell’area posteriore possono condurre a una contrazione della funzionalità masticatoria dell’arcata oppure a una inclinazione non corretta dei denti. Più in generale, l’intero equilibrio corporeo, così come postura e capacità di parlare del soggetto possono risentirne.

Come prevenire atrofia ossea

L’osso mascellare può calare anche del 60% nel giro di due o tre anni dalla perdita del dente.
Se non si agisce prontamente con l’inserimento di un dente o di un impianto il fenomeno potrebbe ulteriormente aggravarsi. Nonostante l’assenza di osso, comunque, è possibile eseguire degli interventi di installazione di impianti sostitutivi.

È possibile prevenire l’atrofia ossea inserendo un dente sostitutivo (impianto dentale, protesi fissa, che replica il sistema di masticazione naturale).

Come curare l’atrofia ossea mascellare

La sostituzione dei denti con delle protesi totali o parziali purtroppo non è risolutiva. La protesi produce una minima pressione durante la masticazione, che può accellerare la perdita dell’osso, aggravando il suo riassorbimento. La protesi quindi deve essere risistemata in modo da alleggerire il disagio per il paziente.

In caso di fenomeni di atrofia ossea mascellare ancora non molto incisiva è possibile ricorrere a innesti ossei in materiale biocompatibile per aumentare la quantità di osso presente nella mascella e nella mandibola.
Il posizionamento di innesti ossei avviene un prelievo di tessuto osseo autologo (ovvero del soggetto in questione) dall’area del mento e dell’angolo della mandibola, oppure dalla cresta iliaca. In alternativa, è possibile optare per osso da parte di donatori (tessuto omologo) di origine animale o sintetica o da parte di un altro donatore.

Gli impianti zigomatici sono interventi non invasivi consigliati in caso di atrofia ossea mascellare, che evitano di ricorrere agli interventi di rigenerazione ossea. In questo modo il paziente può tornare a sorridere in breve tempo e risparmia i disagi degli interventi al paziente.

Gli impianti vengono ancorati direttamente agli zigomi (superando quindi il problema del mancante tessuto dentale) nell’arco di 24 ore, senza dolore per il cliente, se non lievi malesseri affrontabili con lievi analgesici.
Una volta applicate le viti allo zigomo, si procede a innestare le protesi, e il paziente a fine seduta potrà già tornare a sorridere! L’implantologia zigomatica vanta un alto tasso di successo (98%) e si conclude in una sola seduta, anziché nell’arco di mesi. Inoltre non lascia cicatrici e residui dolorosi, e il paziente non avvertirà alcun dolore rilevante.

Il grande rialzo del seno mascellare è una tecnica studiata per curare l’atrofia ossea mascellare. Questa tecnica può essere applicata come grande rialzo (si solleva la gengiva fino alla base dello zigomo e si crea un foro per un innesto) o piccolo rialzo (ci si serve del foro per l’inserimento dell’impianto).

Se l’atrofia ossea è tale da non consentire il posizionamento di un impianto dentale, si può ricorrere all’innesto osseo. L’innesto permette di riparare un osso danneggiato o andato perso attorno ai denti, che ne stimolerà la ricrescita.

In casi estremi è possibile ricorrere ai trapianti ossei microvascolari. Dopo che l’attecchimento dell’osso è riuscito, l’odontoiatra può collocare successivamente gli impianti endoossei e a seguire il manufatto protesico.

Quanto tempo richiede guarire dall’atrofia ossea?

Il processo di ricostruzione ossea può richiedere fino a 6 mesi per completarsi totalmente. occorre seguire pedissequamente le indicazioni dell’odontoiatra per assicurarsi di agevolare un recupero quanto più possibile pieno e rapido dell’organismo. Occorre quindi:

  • mantenere il più possibile l’igiene orale per assicurarsi contro l’insorgere delle infezioni
  • evitare cibi e liquidi troppo caldi
  • evitare di addentare cibi troppo duri

Curare l’atrofia ossea con la rigenerazione ossea

La rigenerazione ossea è una pratica molto vantaggiosa per curare pazienti effetti da atrofia ossea siccome:

  • non è dolorosa (in particolare se eseguita con modalità mini-invasiva)
  • eventualità ridotta della comparsa di gonfiori
  • possibilità di sedazione endovenosa senza stress
  • risultati decisamente affidabili
  • possibilità di recupero in breve tempo
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